Il mercato del vino: adagio... allegro... non troppo !

Il mercato del vino: adagio... allegro... non troppo !

The Wine & Food Project sbarca al Vinitaly di Verona e ascolta le sensazioni dei protagonisti.

Siamo arrivati alla 43ma edizione del Vinitaly con un po' di ansia e molta curiosità; i dati commerciali degli ultimi mesi, con significativi ribassi nelle vendite e forti rallentamenti negli incassi, lasciavano forti perplessità e interrogativi sulle reazioni degli attesissimi operatori. Soprattutto nel padiglione della Regione Lazio che anche quest'anno si è impegnata a fondo per garantire una qualificata vetrina alle aziende del comparto, organizzando meglio gli spazi e incrementando ulteriormente i momenti di cultura e conoscenza delle realtà vitivinicole regionali. Partiamo da qui e ascoltiamo un commento da chi ha ben coordinato le numerose degustazioni, guidate da giornalisti ed esperti a livello nazionale: Carlo Zucchetti, curatore di eventi, gastronomo e grande anfitrione.

Prova a descriverci questo Vinitaly con una tua personale riflessione!
“Positiva... e senza retorica! Gli appuntamenti di degustazione sono andati tutti esauriti, a riprova che migliorando la qualità dei vini aumenta l'attenzione e il richiamo per il pubblico. Poi due elementi su tutti mi hanno colpito: il grande eco provocato dalla DOCG del Cesanese del Piglio, un vero boom di richieste e complimenti da molti che non lo conoscevano; poi l'alto apprezzamento riscosso dal Frascati DOC, riscoperto anche da molti giornalisti che l'hanno inserito entusiasti in loro blog, decretandone il rinnovamento nella qualità.”

E andiamo allora a sentire un valoroso esponente di questo celebrato vino rosso indigeno, Antonio Di Cosimo dell'azienda 'COLLETONNO' di Anagni.
Il Cesanese del Piglio DOCG da mattatore a Verona, ma in concreto, com'è andata veramente?
“Eravamo in attesa anche noi per questo esordio e posso dire che abbiamo superato la prova con piena soddisfazione. Per me è stato molto significativo, aldilà dei nuovi contatti, poter confermare tutte le visite degli operatori incontrati nella passata edizione, a riprova della fedeltà a un vino che convince e crea mercato. Altro dato importante è la maggiore attenzione al Cesanese come vitigno di territorio, all'espressione del carattere e alla sua potenzialità futura; non sono certo pochi oggi ad essere un pò stanchi di tanti Cabernet e Merlot, comparsi ad ogni latitudine possibile. La ricerca del terroir autentico ci vedrà protagonisti.”
Torniamo al Frascati e all'entusiasmo di alcuni operatori, ne chiediamo conto a un produttore giovane e molto impegnato nella sua valorizzazione: Danilo Notarnicola, dinamico conduttore delle cantine 'SAN MARCO'.

E' stato vero successo, in questo Vinitaly, o il mercato ha tradito un po' le attese?
“La crisi diffusa non riguarda solo il Frascati, ma paradossalmente potrebbe trasformarsi in una opportunità. Perché in questi momenti si tornerà a cercare i vini classici, quelli più conosciuti e affidabili; in questo senso potremmo far valere il salto di qualità ormai conseguito per riguadagnare molti punti e rinsaldare quote di mercato. L'apprezzamento ricevuto fa piacere, ma dobbiamo trovare maggiore coraggio nel promuovere coralmente il territorio e l'intero gruppo produttivo rappresentato dal Consorzio di Tutela. Azioni personali e sporadiche non sempre sono utili a consolidare la nostra autorevolezza, base indispensabile per il raggiungimento di futuri traguardi ambiziosi.”
Un quadro che, tra luci e ombre, rimane pervaso da una luce positiva, a patto che la stoffa imprenditoriale del nostro mondo vitivinicolo sappia emergere, contrastando il pantano burocratico che rischia, ad esempio, di mortificare ancora il Frascati con imbottigliamenti consentiti fuori della zona d'origine, piuttosto che riuscendo a realizzare finalmente una convincente squadra, in grado di confrontarsi senza timori con le tensioni e i risultati che il futuro ci Riserva.

Stefano Asaro