Scoppia la battaglia del Frascati è il momento di fare più qualità

Scoppia la battaglia del Frascati è il momento di fare più qualità

Repubblica — 12 maggio 2009 pagina 7 sezione: ROMA

PUNTARE sulla qualità per rilanciare il Frascati e salvare il più antico vino Doc italiano: è partita la battaglia per riportare l' imbottigliamento in zona, contrastare l' erosione del territorio, dare a questo vino che 80 anni fa entrò nella cantina di Buckingham Palace una veste nuova. E al marchio un' allure moderna. E' una corsa contro il tempo che coinvolge tutta la filiera, dai viticultori agli imbottigliatori, che si giocherà anche nelle aule dei tribunali: il 31 luglio, in base a un decreto del ministero delle Risorse Agricole, è fissata la scadenza per riportare l' imbottigliamento del Frascati nella zona di produzione, l' area dei Castelli Romani (i comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio e parte di Roma e Montecompatri). Non ci stanno le cantine "fuorizona" (da dove esce il 18% delle bottiglie di Frascati), e la Martini di Cuneo ha fatto ricorso al Tar. Ma per il Consorzio di tutela (associati 30 vinificatori e 650 dei 1000 viticultori) il ritorno in zona è vitale. Spiega il presidente Mauro De Angelis: «Sulle sorti del Frascati si gioca una partita importante. La riforma Ue che riorganizza il settore sta per disegnare lo scenario enologico e fissare i disciplinari di produzione: dobbiamo agire in fretta per riqualificare il Frascati perché un vino da 16 milioni di bottiglie ha un futuro solo se proposto in una veste di qualità». Il Cda del Consorzio lancerà il 20 maggio la proposta di introdurre la Docg, riservata ai vini di maggior pregio, per il Frascati Superiore e il Cannellino. «Negli ultimi anni è caduto l' interesse per il Frascati, nella zona di produzione c' è stata una flessione del vino imbottigliato,i vinificatori hanno giacenze».

PAOLA COPPOLA