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Raduno degli Chefs des Chefs |
A Roma Il Raduno degli Chefs des Chefs
Arrivano i cuochi di re e presidenti e un pastaio li porta nell’osteria romana.
Dopo Gualtiero Marchesi, Heinz Beck e Niko Romito che hanno cucinato per i grandi del G8 (i primi due a Roma, il terzo a L’Aquila), arriva il “G20 dei cuochi”. Nella città Eterna è in programma un evento davvero unico nel settore enogastronomico: una settimana di appuntamenti che vedranno come protagonisti una ventina tra i cuochi più importanti del mondo. Alcuni di loro sono famosi, altri preferiscono esercitare la loro arte in silenzio ma tutti hanno il difficile compito di servire le tavole dei maggiori governanti.
MAGHI CORONATI
Sono i cuochi “coronati”, o meglio: i maghi dei fornelli che curano l’haute cuisine sulle tavole delle teste coronate e di tanti presidenti della Repubblica. Tutti a Roma per il loro raduno nazionale. Si rivedranno per la loro annuale riunione, chiamati da un personaggio come Gilles Bragard, presidente e fondatore del “Club des Chefs des Chefs”: il club dei Cuochi dei Capi, di Stato si intende.
A TAVOLA CON NAPOLITANO
Tra i promotori del rendez vous, che porteranno il top della cucina mondiale in giro per l’Urbe anche gli Chef del presidente della Repubblica italiana: Fabrizio Boca e Massimo Sprega, promotori dell’evento di quest’anno. Sono stati loro a rendere possibile anche l’incontro con lo stesso Napolitano, che il 21 riceverà gli Chef des Chefs. Ma non ci saranno soltanto tavole di lusso nella sette giorni romana degli Chef des Chefs: ad attenderli c’è pure la umile (ma non per questo meno degna) tavola dell’oste Matteo Ballarini. I grandi cuochi proveranno all’Osteria del Velodromo Vecchio la vera cucina romana: a partire dai supplì al telefono con rigaglie di pollo, per continuare con alici e indivia, cacio e pepe, rigatoni al sugo di coda alla vaccinara, pollo alla romana con peperoni e vitello alla fornara.
A dar man forte nell’ organizzare la sei giorni italiana è Toni Gamberoni, maestro pastatio che a Roma con il suo laboratorio porta avanti la tradizione della pasta fresca lavorata a mano: è stato lui a scegliere l’Osteria del Velodromo Vecchio per un tuffo nella cucina romana.
CORRIERE DELLA SERA
9 Luglio 2009 – Corriere Roma
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