Coppiette dei castelli romani

Coppiette dei Castelli Romani

Salume semplice nella realizzazione ed efficace nel gusto, nasce e si tramanda come prodotto di recupero, dalla personalità fortemente popolare e d’uso quotidiano. Si tratta di rifilature magre, strisce di carne tratte da tagli di filetto o coscio, lunghe dai 15 ai 25 centimetri e larghe uno/due, condite con sale, pepe, fiori di finocchio e peperoncino. Dopo due giorni di marinatura, si lasciano essiccare in ambiente protetto ma ben areato, stese su piccole assi, per almeno 48 ore; fino a trarne una forma ritorta e compatta. Altri metodi tradizionali le hanno viste asciugate in forno su fascine o in teglie di metallo, con diversi e non sempre apprezzabili risultati finali; ma il concetto è che siamo di fronte ad una forma di mantenimento tra le più antiche: l’essiccazione. In origine erano realizzate con carni di cavallo o asino e ne facevano largo uso i pastori, durante la transumanza, come utile provvista proteica di facile consumo. La loro diffusione è stata progressiva e si è ben radicata, trasformando le Coppiette in disinvolto accompagnamento alimentare alle mescite delle numerose fraschette dei Castelli Romani, adeguatamente stimolate dall’anima piccante del prodotto. Pittoreschi personaggi giungevano quindi alla porta dell’osteria vendendole ‘a coppie’, due strisce di carne secca legate da un filo rosso con dentro una nocciola a far spessore. Oggi le Coppiette sono ben realizzare con le parti nobili del maiale, che conferiscono un gusto più gentile a questo stuzzicante salume.