Il risveglio delle osterie : web e qualita’ per un nuovo futuro

Il risveglio delle osterie : web e qualita’ per un nuovo futuro

Intervista realizzata da The Wine & Food Project con Massimo Grossi, il Presidente dell’Ass.ne “Le Antiche Osterie” di Frascati

Passati i clamori delle festività, torniamo a parlare con i protagonisti del territorio, seguendo un tema più volte trattato, ma che ancor oggi viene vissuto con una ingiusta superficialità. Le Osterie o fraschette svolgono per antonomasia un ruolo assolutamente atipico, nel panorama dell’ospitalità ristorativa dei Castelli Romani. Molte si sono oggi relegate a sosta per turismo di gruppo, altre scimmiottano i ristoranti (ma talvolta ristoranti fanno l’inverso, a prezzi inverosimili!), talune presentano una tipicità di facciata a cui non sempre corrisponde una autentica offerta di prodotti del territorio. In questo panorama, che farebbe la gioia del ‘sistema globale’, resistono alcune attività che tengono alto l’onore delle origini popolari, proponendo prodotti tradizionali selezionati, curando in prima persona la produzione di alcune vivande (pecorini in grotta, pane cotto a legna, pancette stagionate, ecc.) dell’olio extravergine e del proprio vino DOC, accogliendo i clienti con professionalità e convivialità innegabili. Si tratta dell’Ass. “LE ANTICHE OSTERIE”, nata a Frascati nel 2002 per riqualificare questi locali storici attraverso un miglioramento diffuso dell’offerta e dell’ospitalità; ne parliamo con il Presidente, l’amico Massimo Grossi, che punta dritto sull’identità.
“L’Osteria è un tassello fondamentale del mosaico storico/popolare/gastronomico castellano, perché può connotare e completare la visita turistica come la gita familiare o un’occasione di festa. Purtroppo il ricambio generazionale stenta a riprendere le antiche usanze; l’Osteria era il rifugio per una breve sosta confortevole, il luogo d’incontro attorno al quale giravano parti del mondo cittadino, si trovava lavoro, la casa, si valutava il presente e si pensava al futuro.”
W&F: Quale ruolo ha svolto l’Ass.ne in questi anni e quali traguardi vi state ponendo?
“Siamo stati tra i primi a portare, in ogni evento locale, proposte di tipicità alimentare, fornendo ai più giovani l’occasione di conoscere sapori autentici e le semplici sapienze popolari. Abbiamo presidiato il territorio cittadino, dando l’esempio di una conduzione che ha saputo migliorare l’offerta senza disperdere l’impronta tradizionalmente conviviale; ponendo quindi un freno alla degenerazione di precarie attività ristorative e impegnandoci nella collaborazione alla attività messe in campo dall’amm.ne locale e da realtà di livello internazionale, come Slow Food.”
W&F: Messaggi ascoltati o rimasti lettera morta?
“Oggi diverse Osterie cittadine intendono aderire al nostro progetto e alle attività; evidentemente siamo sulla giusta strada e se aumenterà l’impegno concreto di tutti, molti positivi risultati saranno possibili. Desideriamo porci come partners organizzati ed autorevoli per le numerose attività artistiche e culturali nei Castelli Romani.”
W&F: Per essere una associazione legata alla storicità locale, sembrate molto dinamici!
“Non è più tempo di aspettare gli avventori sull’uscio! Intendiamo rafforzare la visibilità dei nostri impegni a sostegno del territorio, anche utilizzando canali più aggiornati ed efficaci. A tale proposito, possiamo annunciare la prossima apertura di un Portale Web dell’Ass.ne che colloquierà costantemente con il popolo della rete. Siamo convinti che questo strumento faciliterà le sinergie con altre importanti strutture locali, come la Comunità Montana, il Parco, le Ass.ni culturali e popolari dei Castelli Romani.”
Una volta si diceva ‘perder tempo in osteria’ ma qui sembra che un vento nuovo stia soffiando, a fatica ma con giusta convinzione, e indirizzando l’antico mestiere dell’Oste verso un necessario recupero di attenzione. Se davvero si desidera puntare sull’immagine vincente di una Frascati autentica, da proporre con successo ai preziosi flussi turistici presenti, forse dovremmo sostenere con maggior convinzione i nostri locali più rappresentativi, abbandonando al loro misero destino le indecenti proposte gastronomiche, di surgelata origine, diffuse purtroppo tra i tavoli di alcuni esercizi cittadini.

Stefano Asaro