Criticità nell’area del Frascati DOC

Criticità nell’area del Frascati DOC

Il “Frascati DOC” è uno dei vini bianchi italiani più conosciuti e commercializzati nel mondo ed in questo periodo sta vivendo una stagione di entusiasmo e di impegno tra le più importanti della sua storia. Il Consorzio di Tutela ha infatti avviato i primi importanti passi per il riconoscimento della D.O.C.G. e la compagine di produttori coinvolti si sta confrontando attivamente nella ricerca di un percorso di crescita efficace e di regole serie a fondamento del nuovo marchio. Restano però e crescono anzi alcune preoccupanti criticità che non aiutano il Frascati nel suo obiettivo virtuoso. I viticoltori che hanno certificato nella DOC le proprie uve sono calati di quasi 80 unità tra il 2006 ed il 2007 e con loro gli ettari vitati in produzione; l’uva raccolta ha infatti avuto un calo di circa l’8% e la relativa diminuzione di vino prodotto è stata altrettanto significativa. La principale causa di questo impoverimento è senza dubbio l’urbanizzazione ad alta densità, sempre più pressante, che arriva dalla Capitale a conquistare ogni terreno possibile grazie a legislazioni non lungimiranti a suo tempo approvate; se uniamo a questa accerchiante attività edilizia, quella residenziale già tanto attiva nei Castelli Romani, possiamo facilmente immaginare quali enormi difficoltà ambientali e microclimatiche siano riservate al futuro di questo celebre vino. Si collegano a quanto detto altre due realtà degne di nota: lo scoramento dei vecchi vignaioli per un mercato delle uve ormai statico e poco redditizio; il disinteresse delle nuove generazioni che non percepiscono il valore sociale, storico e ambientale del vigneto preferendo estirpare e riconvertire in attività imprenditoriali di rara utilità.