'For de porta', mordi & fuggi o sostenibile?

'For de porta', mordi & fuggi o sostenibile?

Considerazioni e progetti sul sistema turistico dei Castelli Romani nell'incontro di The Wine & Food Project con il Dott. Marco Misischia. L'attività turistica si compone di elementi molto complessi, che richiedono professionalità e aggiornamento, cultura del territorio e risorse. L'area dei Castelli Romani, pur ricca di storia, valori paesaggistici e pregiate realtà vitivinicole e gastronomiche, soffre l'incapacità di un consolidamento dei flussi di visitatori italiani e stranieri. Abbiamo voluto parlarne con Marco Misischia dell'Agenzia Regionale del Turismo, una delle figure più esperte nel campo dell'impresa alberghiera, cresciuto professionalmente proprio nel nostro territorio.
 
TWFP: E' poi così cambiato il sistema dell'ospitalità castellana, nell'ultimo decennio?
Sicuramente si è evoluto, l'offerta alberghiera ed extralberghiera è cresciuta in quantità e qualità. C'è stato un cambio generazionale e pensioni ed alberghi che erano il corollario alle attività di ristorazione si sono rinnovati, migliorando i propri servizi e adattandoli ad una clientela più esigente, con maggiore capacità di spesa.
 
TWFP: Le nostre piccole realtà locali (B&B,agriturismi) rischiano l'improvvisazione, c'è modo di poterle formare professionalmente?
Non c'è dubbio. Come per tutti i settori dell'ospitalità, la qualità dei servizi erogati fa la differenza. Coloro che non si adeguano rischiano di uscire dal mercato. Le occasioni per usufruire di corsi di formazione, sia professionale sia manageriale, non mancano; come dimostrano le esperienze di Slow Food, AIS, i corsi IFTS della Regione Lazio, i corsi universitari e i master.
 
TWFP: Quali interventi possono essere attuati per favorire una reale crescita turistica dell'area?
Imparare a ragionare come sistema turistico (alberghi,ristoranti ,agriturismo) e non più singolarmente. La preservazione del territorio e la fruibilità di siti archeologici, ville ed aree verdi, deve esssere un impegno di difesa dalle speculazioni edilizie che li minacciano e falcidiano da decenni l'area dei Castelli Romani. L'orgoglio di possedere un patrimonio autentico, fatto di storia, arte , tradizioni, enogastronomia deve unirsi alla capacità di far conoscere tutto questo, chiamando in causa la "promozione".
 
TWFP: La comunicazione e la promozione sono l'anima del turismo, forse vanno aggiornate le tecniche e le strategie?
Le imprese in questi anni hanno assunto professionisti, investito in tecnologie e utilizzato internet, ma, salvo partecipare insieme a qualche fiera, non hanno costruito un vero e proprio circuito, nè elaborato strategie comuni di promozione. La "Strada dei vini dei Castelli Romani" può rappresentare una occasione per realizzare un vero e proprio "club di prodotto", capace di essere insieme attraente e vendibile. Quello del "turismo enogastronomico" infatti è una nicchia di mercato, ma interessantissima; un contenitore nel quale comunicare molte cose buone: come lo sviluppo qualitativo del nostro prodotto leader, "il vino". Dobbiamo solo crederci di più e non far passare anni, ad esempio, per mettere qualche cartello segnaletico, attendendo il solito finanziamento pubblico; bisogna avere buone idee ed agire per metterle in atto. La primavera è ormai arrivata e una nuova stagione di visite e tour sta iniziando; sarà importante che le imprese dei Castelli Romani sappiano aggiornarsi e attuare un vero 'gioco di squadra' a favore dell'intero territorio. Chi si ferma ha già perso! Stefano Asaro