Il nostro frascati, ad esempio…

Il nostro frascati, ad esempio…

Il Frascati non è certo una piccola D.O.C., né per blasone né per numeri, ma dopo 40 anni dalla sua nascita qualcosa di veramente importante si sta muovendo. Sembra venuto il momento giusto per puntare alla tanto agognata D.O.C.G., almeno a ben vedere l’impegno che il Consorzio di Tutela del Frascati sta esprimendo per l’avvio di un percorso utile al suo conseguimento. In un recente convegno, tenutosi alle Scuderie Aldobrandini di Frascati, nell’ambito della manifestazione ‘Vinalia Priora’, alcuni noti personaggi del mondo del vino hanno tuonato minacciando tempesta per questa iniziativa, arrivando perfino a paventare scelte di mera strategia commerciale piuttosto che sviluppare, con l’esperienza ed il valore che li distingue, valide proposte a sostegno di questo passaggio epocale per il Frascati. Abbiamo voluto cogliere, in merito a questo argomento, le sensazioni di due giovani produttori, responsabili di aziende tra le più interessanti del territorio.
“ Abbiamo bisogno di coraggio e di orgoglio, per affrontare in modo giusto questo passaggio verso la DOCG - sostiene Danilo Notarnicola della ‘San Marco’ – il coraggio di attuare delle scelte qualificanti che potranno scontentare qualche produttore, l’orgoglio di impegnarci tutti nel gioco di squadra, nel rispetto nostro, del Frascati, dei suoi estimatori e dell’intero territorio”. Non distante, ma forse ancor più pungente appare la visione di Felice Mergè della ‘Poggio le Volpi’: “Arrivare alla DOCG con l’attuale immagine del Frascati non è utile, considerando poi che si riesca a mettere in bottiglia un vino dalla qualità migliorata e comparabile con altre realtà di assoluto valore nazionale. Penso sia necessario un impegno davvero qualificato nell’aggiornamento del prodotto e dei suoi rappresentanti, per un rinnovamento che darebbe alla DOCG un senso più compiuto.”